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Dispacci di "Backpacker"

Dispacci "Backpacker": storie di vacanze-lavoro dall'Australia 
Di Lea Knopf, pubblicato dal Migrant Workers Centre 

L'Australia ha accolto i suoi primi Working Holiday Makers (WHM) negli anni '1970, promuovendo il programma come opportunità di scambio culturale. Da allora, si è ampliato fino a includere accordi con 49 paesi, consentendo ai giovani adulti di vivere e lavorare in Australia fino a un anno, spesso prolungando il loro soggiorno.

Nonostante la loro visibilità in molti luoghi di lavoro, i GSA rimangono in gran parte invisibili nella società australiana.

Sia i politici che l'opinione pubblica spesso trascurano chi sono questi lavoratori e come interagire con loro, demandando invece agli interessi dei datori di lavoro la definizione della struttura e dello scopo del programma. 

In "Backpacker' Dispatches: Working Holiday Stories from Australia", la ricercatrice Lea Knopf presenta una sintesi narrativa di 12 interviste approfondite condotte con i partecipanti al programma Working Holiday. Attraverso resoconti personali, il rapporto esplora le complesse realtà di questo gruppo, le loro speranze, le difficoltà e i contributi, offrendo uno sguardo intimo sul lato umano del programma Working Holiday australiano. 

Il Migrant Workers Centre ringrazia Lea Knopf per la sua intuizione, la cura e la dedizione nell'ascoltare e condividere queste storie, così come i partecipanti che hanno generosamente contribuito con il loro tempo e le loro esperienze. Le vostre voci sono al centro di questa ricerca e rafforzano la nostra missione di difesa dei diritti e della dignità di tutti i lavoratori migranti in Australia.


Emilia

Steven

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Emilia è venuta in Australia per l'avventura, ma ha dovuto affrontare lavori pericolosi e una retribuzione insufficiente. Leggi la sua storia e scopri come ha difeso i suoi diritti.

Steven è arrivato in Australia per ricominciare da capo, ma ha dovuto affrontare lavoro precario, costi elevati e sfruttamento. Scopri cosa ha dovuto affrontare.


Raccomandazioni chiave 

  • Finanziare una ricerca longitudinale per valutare gli impatti a lungo termine del programma Working Holiday Visa (WHV), concentrando le voci e le esperienze dei WHM nell'elaborazione delle politiche. 
  • Rivedere il programma WH per riallinearlo al suo scopo originale di scambio culturale, non come soluzione temporanea per la carenza di manodopera, anche rivedendo la tassazione punitiva e le condizioni restrittive per i visti. 
  • Introdurre un programma di lavoro regolamentato per sostituire il ricorso ai sistemi di gestione del lavoro per colmare le lacune della forza lavoro, garantendo adeguate tutele e meccanismi di conformità per tutti i lavoratori temporanei. 

Leggi il rapporto di Backpacker Dispatches qui  Comunicato per i media

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